WUALLERA

Una parete non è mai solo una parete.

È il posto dove finiscono gli occhi.
Dove una casa comincia a somigliarti.
Dove un’immagine può diventare presenza, memoria, carattere.

Wuallera nasce lì:
nel punto esatto in cui il muro smette di essere sfondo
e diventa racconto.

Non facciamo stampe mute.
Non facciamo decorazioni gentili per pareti indecise.

Facciamo opere con voce.
Immagini che entrano in casa e non chiedono permesso.

A volte fanno sorridere.
A volte pungono.
A volte sembrano dire qualcosa che conoscevi già.

Dentro ogni Wuallera c’è Napoli,
ma non quella da cartolina.

C’è la Napoli sacra e sfacciata.
Quella che ride, benedice, esagera, resiste.
Quella che trasforma una parola in rito,
una smorfia in simbolo,
una mala crianza in appartenenza.

C’è il mito.
C’è il dialetto.
C’è il Sud che non si lascia addomesticare.
C’è l’ironia di chi ha imparato a sopravvivere anche ridendo.

Wuallera è un incontro storto e bellissimo:
Wall, il muro.
Era, presenza, forza, divinità.

Quando Wall incontra Era,
il muro non resta più parete.
Diventa luogo.
Diventa scena.
Diventa tempio.

È ’o Muro d’Era ’int’ ’a casa toja.

Per questo una Wuallera non si appende soltanto.
Si sceglie.
Si riconosce.
Si lascia parlare.

Perché certe case non hanno bisogno di più cose.
Hanno bisogno di una voce.